In questi giorni si assiste a numerose lamentele di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori, specie nei settori della ristorazione, della cura della persona, etc, i quali rappresentano il timore di non poter forse più riaprire a causa dei mancati aiuti da parte del Governo, a fronte degli utili persi durante il lockdown, malgrado le spese da sostenere comunque.

Ciò non possiamo permettercelo, anche per l'innegabile grave perdita dei posti di lavoro assicurati da quelle attività, che chiudendo, lasceranno a casa tutti i loro dipendenti. Chiedono, per riprendere, elargizioni a fondo perduto, significando di aver perso migliaia o centinaia di migliaia di euro di ricavi in questi 2 mesi e più di blocco.

Penso, che sì, è opportuno un aiuto a fondo perduto, quantificato in ragione del fatturato che gli imprenditori di cui parliamo hanno dichiarato lo scorso anno, nel medesimo periodo, al netto delle imposte, che in tal modo sarebbero date già per versate. È come se avessero lavorato e ricavato anche quest'anno, durante il lockdown, quello fatturato l'anno passato.

Ovviamente dovrebbero retribuire i dipendenti per i 2 mesi senza licenziarli. Per la misura proposta, il Governo potrebbe utilizzare anche le risorse stanziate per la CIG, che non avrebbe ragione di essere liquidata in tali casi.

Il versamento direttamente sui C/C abbinati alle partite iva, immediatamente!

In sintesi per gli imprenditori, in termini di ricavi, il lockdown non ci sarebbe stato e i loro dipendenti verrebbero non perderebbero il lavoro e verrebbero retribuiti come se avessero lavorato, e non in misura ridotta come con la CIG.

Palese nell'800 - Storia di Massimo Maiorano

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