Nodo ferroviario a nord di Bari
Nota Stampa di Massimo Maiorano
La messa in sicurezza dei centri abitati in prossimità dei passaggi a livello di Palese-Santo Spirito è un’urgenza non più negoziabile. Su questo punto sono fermo da oltre vent’anni e la mia posizione non è arretrata di un solo centimetro:
- Tutela dell’attuale tracciato per i servizi regionali e metropolitani – l’ossatura quotidiana dei pendolari;
- Eliminazione delle interferenze urbane con la realizzazione di sottovia e cavalcavia pedonali
- Variante esterna dedicata esclusivamente ai treni a lunga percorrenza e ai convogli merci;
Quando portai questa linea in Consiglio comunale nessuno – né i sindaci, né i parlamentari pugliesi, né larga parte della mia coalizione – ebbe il coraggio di sostenerla. Oggi i fatti mi danno ragione:
1. Il CIPESS – organo che finanzia solo opere strategiche e sostenibili – non può destinare risorse allo smantellamento di un’infrastruttura funzionante e già sostenibile, sarebbe un controsenso amministrativo prima ancora che politico;
2. Il nuovo Regolamento (UE) 2024/1679 sul TEN-T impone di potenziare e modernizzare le linee esistenti, non di cancellarle. Puntare alla demolizione metterebbe il progetto fuori norma e fuori Europa;
3. Senza quel binario, Palese e Santo Spirito resterebbero isolate, inghiottite dal traffico su gomma e condannate a un salto indietro di decenni;
4. Solo un progetto coerente con questi principi potrà attrarre fondi comunitari veri – dal Connecting Europe Facility (CEF) ad altri programmi europei – perché Bruxelles finanzia l’efficientamento delle reti, non la loro distruzione.
Sopprimere un’infrastruttura strategica, utilizzata ogni giorno da migliaia di persone, è una scelta miope e irresponsabile. Chi persiste su questa strada se ne assuma pubblicamente la responsabilità.
Io continuerò a difendere il territorio e i cittadini del V Municipio: messa in sicurezza dei centri abitati in prossimità dei passaggi a livello, separazione delle infrastrutture, realizzazione della variante per i soli treni a lunga percorrenza (AV) o merci, potenziamento della rete esistente e accesso a finanziamenti europei sono l’unica via per evitare che il nostro futuro finisca su un binario morto.
