VALOROZZIAMO LA FERROVIA. LA NOSTRA VERA METROPOLITANA LEGGERA DI SUPERFICIE

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NOTA SUL BRT DI BARI
di Massimo Maiorano

“Bisogna rivedere alcune cose: prima valorizziamo la ferrovia, la nostra vera metropolitana leggera di superficie.”

  1. Premessa
    Il Bus Rapid Transit BRT può essere uno strumento utile solo se inserito in una strategia integrata, basata su dati e coerente con il quadro normativo europeo. A Bari, prima di costruire nuove corsie su gomma, è necessario sfruttare al massimo la rete ferroviaria urbana già esistente.
  2. Quadro normativo europeo di riferimento
  • Regolamento (UE) 2024/1679: richiede di potenziare e ottimizzare le
    infrastrutture di trasporto esistenti, favorendo l’integrazione modale e la sostenibilità.
  • Regolamento (CE) n. 1370/2007 (e s.m.i.):disciplina i servizi pubblici di
    trasporto passeggeri, imponendo trasparenza, efficienza e valutazioni di costo/beneficio.
  • Strategia europea per una mobilità sostenibile e intelligente (COM(2020)
    789) e Urban Mobility Framework (COM(2021) 811): spingono su ferro, intermodalità, MaaS, digitalizzazione e uso dei dati.
  • Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria: invita a ridurre le emissioni,
    privilegiando modalità a minore impatto (come il ferro) rispetto a soluzioni su gomma quando esistono alternative.
    Questi atti evidenziano un principio chiave, prima valorizzare ciò che c’è (soprattutto il
    ferro), poi valutare nuovi investimenti su gomma.
  1. La “metropolitana leggera di superficie” di Bari
    All’interno dei confini comunali esiste una rete di quasi 40 fermate ferroviarie gestite da RFI, Ferrotramviaria, FSE, FAL. È un patrimonio già costruito che attraversa quartieri e frazioni.
    Linea Adriatica RFI
  • S. Spirito
  • Palese-Macchie
  • Enziteto – Catino (da rimettere in esercizio)
  • Parco Nord
  • Zona Industriale
  • Marconi
  • Parco Sud
  • Torre Quetta
  • Torre a Mare
    Ferrotramviaria (FM1, FM2, Bari–Barletta)
  • Fesca San Girolamo
  • Macchie
  • Palese
  • Enziteto ora “Torricella” (da realizzare come previsto)
  • Europa
  • Aeroporto
  • Tesoro
  • Cittadella
  • San Gabriele
  • Ospedale
  • Cecilia
  • Francesco Crispi
  • Brigata Bari
  • Quintino Sella
    Nodo centrale condiviso
  • Bari Centrale (hub RFI + Ferrotramviaria + FSE + collegamento con FAL tramite ascensore)
    Ferrovie del Sud Est (FSE)
  • Bari Sud-Est
  • Mungivacca
  • Ceglie-Carbonara
  • La Fitta
    RFI Bari–Bitritto
  • Stadio (in fase di valutazione la realizzazione di una fermata in prossimità dello stadio San Nicola)
  • Carbonara–Santa Rita
  • Loseto
    RFI Bari–Taranto (lato ovest)
  • Villaggio del Lavoratore
    Ferrovie Appulo–Lucane (FAL)
  • Bari Scalo
  • Policlinico

Questa rete copre Santo Spirito, Palese, San Girolamo, Poggiofranco, Carrassi,
Carbonara, Loseto, Torre a Mare, le aree universitarie e ospedaliere. Il ferro c’è già va reso frequente, integrato, accessibile.

  1. Nodi di scambio strategici da valorizzare e pubblicizzare
    Alcune fermate ferroviarie hanno (o possono avere) aree di parcheggio per lo scambio auto/treno (Park&Ride). Vanno attrezzate, segnalate e promosse:
  • Mungivacca (FSE) – snodo ideale per chi proviene da sud-est e dall’asse tangenziale;
  • Villaggio del Lavoratore (RFI Bari–Taranto) – serve l’area industriale/artigianale ovest e l’accesso dalla SS96;
  • Torre a Mare (RFI Adriatica) – riferimento per il bacino sud e l’interfaccia
    con la SS16;
  • Fesca–San Girolamo – Zona Industriale (Ferrotramviaria + RFI Adriatica) – nuova area in via di realizzazione anzi conclusa ma non ancora inaugurata per intercettare traffico nord-ovest e quartieri costieri;
  • Europa (Ferrotramviaria) – nodo utile per chi arriva dall’asse Palese – Aeroporto e dalla SP91.

Questi poli, se ben comunicati (segnaletica, campagne informative, integrazione nell’app MaaS), possono alleggerire il traffico in ingresso e ridurre la necessità di infrastrutture parallele su gomma.

  1. PUMS e Mobility Management: condizioni imprescindibili
  • Un PUMS aggiornato deve includere tutte le fermate ferroviarie, analizzare
    la domanda reale e confrontare lo scenario “potenziamento ferro” con lo scenario “BRT” mediante analisi costi/benefici indipendenti.
  • Il mobility management d’area va reso operativo:occorre raccogliere e trasmettere al Ministero i dati dei Piani di Spostamento Casa–Lavoro e Casa–Scuola
    (PSCL/PCSL) (art. 229 DL 34/2020, DM 12/05/2021). Senza numeri affidabili, ogni scelta rischia di essere ideologica.
  1. Infomobilità e MaaS: dal pilota alla piena operatività
    Il MaaS (Mobility as a Service) annunciato è ancora sperimentale. Per diventare leva reale serve:
  • una piattaforma unica per pianificare il viaggio, acquistare titoli integrati e
    consultare info in tempo reale;
  • integrazione tariffaria e tecnologica tra tutti i gestori;
  • standard aperti e interoperabili (API, open data) per far dialogare ferro, bus, sharing mobility e parcheggi.
  1. Cosa rivedere in modo costruttivo (proposte operative)
  2. Aggiornare il PUMS includendo la rete ferroviariae una valutazione comparata ferro/BRT;
  3. Rendere pienamente operativo il mobility management: raccolta PSCL/
    PCSL e uso dei dati per pianificare;
  4. Potenziamento del servizio ferroviario urbano: cadenzamento 10–15’, fermate accessibili, sicurezza, marketing del servizio;
  5. Biglietto unico & MaaS: account-based ticketing, info real-time, un’unica app per l’utente;
  6. Park&Ride e micro-hub intermodali: Mungivacca, Villaggio del Lavoratore, Torre a Mare, Fesca – San Girolamo, Europa;
  7. Comunicazione e trasparenza: campagne informative su rete ferroviaria,
    nodi di scambio e strumenti digitali; monitoraggio pubblico degli indicatori.


Essere critici significa voler migliorare, bisogna rivedere alcune cose per evitare
duplicazioni e sprechi, valorizzando il ferro come asse portante. Solo così si costruisce un sistema davvero sostenibile, integrato e coerente con l’Europa.
Il ferro c’è, i nodi di scambio pure, mettiamoli a sistema prima di asfaltare nuove corsie.

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