Alta Velocità/Alta Capacità Adriatica e il nodo di Bari lato Nord: finalmente si afferma la linea della separazione delle infrastrutture. La mia battaglia di vent’anni oggi è la strategia nazionale
Il 1° agosto a Pesaro, durante un incontro con imprenditori e rappresentanti del territorio, il
Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e l’Amministratore Delegato di RFI Aldo Isi, in qualità di Commissario di Governo per il potenziamento della rete ferroviaria adriatica, hanno pronunciato parole che segnano un passaggio epocale: il vecchio progetto di bypass ferroviario tra Pesaro e
Fano è definitivamente superato.
Isi lo ha definito senza mezzi termini «un progetto di un’altra stagione», ricordando che interventi di quel tipo, realizzati altrove, hanno generato più problemi che benefici.
Separare le infrastrutture per integrarle meglio: la strategia europea diventa anche italiana
Il modello scelto da RFI e dal Ministero Salvini è quello giusto, quello europeo, quello moderno.
Non si tratta di cancellare o deviare, ma si tratta di funzionalizzare le reti ferroviarie, creando una doppia infrastruttura, distinta per scopo ma perfettamente integrata:
- Una nuova linea fuori dal perimetro cittadino (variante), progettata per l’Alta
Velocità e l’Alta Capacità, in parte in galleria, dedicata ai treni a lunga percorrenza e ai convogli merci; - La linea storica costiera (attuale), mantenuta, potenziata e messa in sicurezza, al servizio dei treni regionali e metropolitani, con soppressione dei passaggi a livello, riqualificazione delle fermate urbane e adozione di tecnologie all’avanguardia come il sistema ERTMS.
È questa la strada seguita nei grandi Paesi europei come Francia, Spagna, ma applicato in parte lungo la linea tirrenica, ed è il principio cardine della rete TEN-T: non si migliora l’accessibilità penalizzando la mobilità locale, ma costruendo sistemi ferroviari multilivello, dove AV e servizi regionali convivono in armonia, su reti distinte ma coordinate.
Il nodo ferroviario di Bari lato Nord: una battaglia lunga vent’anni
Chi, come me, si occupa di mobilità pubblica in Puglia e a Bari in particolar modo da più di
vent’anni, non può che accogliere con soddisfazione questa svolta.
La proposta che oggi viene adottata a livello nazionale è la stessa che da anni porto avanti per il nodo ferroviario di Bari lato Nord: non sacrificare il tracciato esistente ma valorizzarlo come linea che serve il trasporto regionale e metropolitano, affiancandolo con una nuova infrastruttura AV/AC fuori dal perimetro cittadino.
Nel dettaglio:
- Il tracciato costiero (attuale) va mantenuto e potenziato per servire i quartieri di Palese, Santo Spirito e la zona industriale, trasformandolo in asse ferroviario regionale e metropolitano, integrato con il TPL, la mobilità ciclabile e gli scambi intermodali.
Va realizzata una variante esterna, funzionale ai treni AV, lunga percorrenza e
merci, capace di connettersi al sistema nazionale ad alta velocità e alla nuova linea AV/AC Napoli–Bari, già in costruzione, che rappresenta il grande asse di penetrazione del Sud nel sistema AV europeo; - Devono essere messi in sicurezza i centri abitati in prossimità dei passaggi a
livello, con opere sicure e sostenibili come sottovia e sovrappassi ciclopedonali; - Occorre potenziare le reti locali, renderle interoperabili adeguandole alle tecnologie attuali, treni moderni, orari cadenzati, bigliettazione integrata e accesso facilitato ai nodi AV, perché l’alta velocità non ha senso se non è accessibile a tutti.
La velocità non basta, serve anche prossimità
L’Alta Velocità non è solo una questione di chilometri orari. È una questione di equità territoriale, di connessione reale, di interoperabilità tra scala locale e nazionale.
Portare ad esempio la percorrenza sulla Bari – Roma a tre ore e sulla Bari – Napoli a due ore, con la nuova rete AV/AC Napoli-Bari sarà davvero rivoluzionario ma lo sarà di più solo se chi vive a Palese, Santo Spirito o in qualunque quartiere periferico potrà ancora contare – esattamente come oggi – su un regionale ogni 30 minuti per raggiungere Bari Centrale e salire sul treno veloce.
Oggi, grazie alla linea storica (attuale), il servizio regionale esiste e funziona. Ma è proprio per questo che va tutelato, potenziato e non cancellato.
Separare le funzioni significa garantire entrambe le esigenze:
correre veloci sulle lunghe distanze, ma continuare a servire i territori ogni giorno, senza lasciare indietro i quartieri e i cittadini.
Questa è l’idea di infrastruttura intelligente: non sostituire, ma affiancare. Non sacrificare, ma integrare.
Il tempo delle scelte coerenti
Ora che il Governo e RFI hanno indicato con chiarezza la direzione, tocca al territorio non restare indietro.
Il nodo ferroviario di Bari lato Nord deve essere ripensato alla luce di questa visione nazionale, finalmente moderna e sostenibile.
Non è più tempo di progetti parziali, né di rincorrere emergenze, è il momento di adottare una strategia coerente con gli standard europei, capace di far convivere alta velocità e mobilità quotidiana.
È la linea di Salvini. È la linea di RFI.
Ma, prima ancora, è la linea che difendo da vent’anni per Bari, per la Puglia, per i cittadini.
⸻
Massimo Maiorano
Ex Consigliere Comunale della Città di Bari
Componente del Collegio degli Esperti del Presidente della Regione Puglia
