Cisl, Governo e Salvini: l’asse riformista che difende lavoro, pace e democrazia sociale
di Massimo Maiorano
La posizione espressa da Daniela Fumarola sulla Manovra conferma che oggi la Cisl è l’unico grande sindacato davvero moderno, riformista e responsabile. Invece di gridare slogan o inseguire scioperi “compulsivi”, la Cisl sceglie la strada più difficile ma più seria: riconosce le misure positive del Governo – dal taglio dell’aliquota Irpef alla detassazione degli accordi di produttività, dal sostegno alla contrattazione di secondo livello agli interventi per salari, sanità, famiglie e giovani – e allo stesso tempo chiede di fare ancora di più, con realismo e senza demagogia. 
È una linea che valorizza il lavoro del Governo Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che ha rimesso al centro investimenti, infrastrutture e crescita, aprendo un confronto vero con le parti sociali. Mentre altri si chiudono nel “no” ideologico, la Cisl dimostra che si può difendere il diritto di sciopero – rifiutando ogni ipotesi di “schedatura” dei lavoratori – e allo stesso tempo costruire un Patto sociale per sviluppo, occupazione e coesione, come Fumarola indica con chiarezza. 
In una fase delicata per i conti pubblici e per l’economia reale, la scelta Cisl–Governo–Salvini è la più netta e concreta: meno propaganda, più fatti; meno urla in piazza, più risultati per lavoratori, famiglie e imprese.
